Limen

Questo blog si propone di studiare il linguaggio, in maniera sperimentale e non sistematica-analitica, nei suoi diversi codici che sempre più si intersecano e si confondono, nei suoi differenti registri, stili, nelle sue molteplici funzioni, valenze, usi, sempre più addossate l'una all'altra, premute l'una contro l'altra, sconfinanti l'una nel suo contrario.

Si propone di indagare che cosa siano oggi "senso" e "significato" del linguaggio, perciò ogni senso e significato.

Tenta di incontrare il linguaggio direttamente, senza la mediazione di consunti saperi specialistici, ma con rigore.

Nei suoi valori e nel suo nichilismo.

Nella sua bellezza e nel suo orrore inanimato o anodino.

Nei suoi deserti e nei suoi boschi.

Nella sua confusione, nella sua incertezza, nelle sue derive deformanti sfruttate da ideologie e poteri, da mercanti e da tecnocrati, da presentatori televisivi e da poeti da star-system, nell'assurdità di neo-lingua della società dello spettacolo.

- E nell'eventuale, ancora possibile, chiarezza, esattezza, potenza lirica della parola.

domenica 20 dicembre 2020

PERCHE' IL METAL E' SALUTARE, FA CRESCERE BENE, E AIUTA A DIVENTARE (E RESTARE) UOMINI (ATTENZIONE: EXPLICIT LYRICS: QUESTO NON E' UN ARTICOLO NEW AGE O DI VULGATA PSICOLOGICA)

 


Al di là dell'intrinseco, alto valore musicale-estetico del genere metal (beh, di moltissime cose metal) o anche del punk, del buon rock e di altre musiche "giovanili" simili; al di là anche del generico bisogno di ribellione e trasgressione (estremamente salutare) di adolescenza e prima giovinezza (che caratterizza tutti gli adolescenti e i giovani sostanzialmente sani e svegli); ci sono motivi più specifici per cui alcuni adolescenti, giovani (e meno giovani) sono attratti dal metal e da altri generi simili.
 
Gli adolescenti maschi (parlo di loro, anche se un discorso analogo, ma diverso, vale per le femmine) hanno un estremo, veramente "vitale" (in senso assolutamente letterale, nel senso in cui si parla di "organi vitali", per esempio) bisogno non solo di trasgredire, ma forse ancora di più di essere "brutti, sporchi, volgari, brutali e cattivi" e incarnare l'energia di Kala (il dio della distruzione, della brutalità selvaggia, dell'oscurità e della morte - così come le femmine hanno bisogno di incarnare Kali e essere streghe) - di avere, il più possibile letteralmente, zanne, artigli, pericolosi corpi aggressivi e selvatici, occhi terrificanti, capelli lunghi, aspetto e look anarchici e scarmigliati, disinibizione bestiale, volti sanguigni, fieri, duri e dionisiaci, energie oscure, guerriere, demoniache, potenti e ribelli.
 
Perché?
Intanto Kala (Pan, Ares, Dioniso, Kernunnos, satiri, fauni, ci si potrebbe tranquillamente mettere anche "il diavolo", che è la versione "demonizzata"-cristiana di queste divinità) è un archetipo fondamentale, che appartiene indissolubilmente, naturalmente all'anima e al corpo di qualsiasi uomo - di qualsiasi vero uomo, vero maschio adulto.
 
Chiaramente nel bambino - soprattutto nella nostra benpensante, artificiale, androide società post-borghese - tutto ciò è meno presente, e soprattutto è inibito.
L'emergere dei tratti "da Kala" nell'adolescente (in tutti gli adolescenti sani e svegli, cioè) ha una fondamentale funzione di crescita, integrazione e realizzazione: non soltanto serve a (ri)appropriarsi di energie potenti, che fanno naturalmente parte della propria essenza istintivo-naturale-archetipico-psichica: sicuramente questo, ma in più questa energia (si tratta poi dello stesso identico processo) fiera, potente, selvatica, primordiale, amorale, oscura, selvaggia, guerriera e libera, serve a recidere ogni tipo di catena familiare o sociale-borghese, ogni tipo di dipendenza infantile-viziata-protetta-alienata-repressa, ogni tipo di perbenismo castrante e di bigottismo "igienista", di "purezza" beghina-borghese, di "decoro", di "decenza" civile-ipercivilizzata-alienante-oppressiva, ogni tipo di maschera opprimente, menomante, sminuente e ottundente: "bravo bambino", "bravo ragazzo", "studia", "la cultura", "ma sei sporco!", "che disordine!", "che schifo!", "che scandalo!", "sei un buono a nulla", "sei cattivo", "sei egoista", "tu devi pensare a fare il tuo dovere", "che volgare che sei, non mi piaci quando fai così!", perfezionismo, "il bambino dotato", complesso del quattrocchi, chierichettismo da educandi (o da educande), formalismo moralista borghese, "complesso del giusto" (una delle cose più terribili che possano accadere nell'educazione di un figlio), complesso del bravo ragazzo borghese: insomma è quello che alcuni chiamano il complesso di Gesù Cristo, in nome del quale tanta gente nella nostra società neo-bigotta recide annienta, uccide i propri istinti più naturali, spontanei e selvatici, la propria vitalità, la propria naturale libertà, verità, autenticità, naturalezza, fierezza, indipendenza, autonomia (per le ragazze e le donne si parla del "complesso di essere la Madonna").
 
In particolare, attraverso l'energia brutale e selvaggia di Kala, gli adolescenti maschi (sani, svegli) recidono (quando la cosa riesce, almeno) ogni tipo di legame , catena e dipendenza non solo, in generale, col mondi familiare e con gli standard borghesi, ma in particolare, soprattutto, con la madre, con il mondo materno, con il mondo delle donne della propria famiglia.
 
In tutte le civiltà veramente sane e normali, per esempio tra le culture di tutti i cosiddetti popoli "nativi", la norma è che a quest'età (solitamente verso i tredici anni) il ragazzo viene, anche brutalmente, portato via alla madre e al mondo delle donne di famiglia, viene iniziato, con prove dure, dolorose e per molti versi terribili (in cui il ragazzo è però sempre in realtà sostenuto con forza e energia da parte del gruppo di uomini adulti e anziani che opera l'iniziazione: non c'è nessun sadismo gratuito, ma una benevola ma decisa volontà di far crescere): ed ecco, dopo qualche mese nella foresta isolato con gli anziani e gli altri iniziandi, il ragazzo torna al villaggio: è un uomo (a volte riceve anche un nuovo nome) da qualsiasi punto di vista: è un guerriero, è responsabile, è capace di andare in guerra e a caccia, partecipa alle riunioni degli uomini, è forte, indipendente: da ogni punto di vista emancipato totalmente da ogni dipendenza infantile-materna-familiare.
 
Nella nostra società niente di questo esiste: i ragazzi (quelli più svegli almeno) cercano perciò disperatamente, in tutte le maniere, spesso improvvisando, perché non esiste una cultura che li sostenga e li guidi in questo, di auto-iniziarsi, spesso anche auto-sottoponendosi (come gruppi, di solito) a prove dure, di coraggio, di trasgressione, di forza, e spesso pericolose e in molti casi anche autodistruttive.
 
Questo non toglie il fatto che di per sé quest'esigenza di "tagliare i ponti" con il mondo infantile, materno, familiare e borghese sia estremamente sano, necessario, letteralmente "vitale".
 
A volte quest'esigenza di "rompere" ed essere terrificanti, ribelli, sporchi, cattivi e liberi sfocia in cose come tentativi di suicidio (o suicidio), ragazzi che si fanno di droghe pesanti, che si spaccano la faccia e il corpo in continue risse (in un altro passo del libro di Robert Bly, l'autore osserva come quasi tutti gli uomini, per i motivi più diversi, hanno cicatrici, ossa che si sono spezzate, etc, ampiamente disseminate in tutto il corpo) incidenti, prove di coraggio che arrivano all'autolesionismo e all'autodistruzione (o al rischio di autodistruzione), ragazzi che si ritirano in angosciate solitudini deliranti, oppure che si danno alla piccola criminalità, alle gang.
 
Tuttavia - di nuovo - l'esigenza essenziale è non solo naturale, normale, sana, ma n e c e s s a r i a, i r r i n u n c i a b i l e, v i t a l e.
 
E la nostra società non ha nessun tipo di risposta per questa esigenza fondamentale (chi in adolescenza o nella prima gioventù rinuncia a questa salutare ribellione selvatica auto-iniziante, rischia di diventare un aborto di essere umano: di certo non sarà mai un uomo, un adulto): per fortuna esistono i rocker, i punk e i metallari!
 
E più in generale le "musiche giovanili".
 
Sicuramente oggi questa funzione ce l'hanno soprattutto l'hip-hop e la trap (di cui so molto poco) tuttavia punk, rock e soprattutto metal hanno caratteristiche specifiche e insostituibili, che li rendono molto più di semplici "canzoni rumorose e trasgressive da urlare, cantare a squarciagola o scandire con voce dura". Sono anche questo, sicuramente (che già va benissimo) ma sono anche altro, molto di più, in particolare proprio il metal.
 
Il metal non è solo trasgressione, ribellione - è anche questo, ma inoltre è epicità guerriera, temi mitologici e esoterici, simboli pagani, nuda potenza ancestrale, radici (roots bloody roots) primitivo-cosmico-selvatico-tradizionali, bellezza/fierezza/libertà/eleganza/forza dionisiaco-guerriere, bellezza, armonia, complessità e precisione estetico-musicale, disciplina (libertaria) di cavalieri primordiali, urlo nativo-tribale-sciamanico-goliardico-liberatorio, fierezza germanica, poesia selvatica-panteista-sciamanico-pagana celtica (veri e propri cerchi di faeries magico-liberatori), simbologia occulta oscura usata come strumento emancipatorio-liberatorio ("integrazione"), potenti e bellissime musicazioni di grandi poesie e passi letterari della storia della letteratura mondiale, ferocia brutale e selvaggia unita a controllo e armonia estetica: cioè alla sana, necessaria e vitale (ma che di per sé può anche portare all'autodistruzione, oppure ad un vuoto edonismo materialista nichilista consumista) necessità adolescenziale-giovanile di urlare, ribellarsi, recidere legami , spaccare tutto e liberarsi, dà un preciso, vasto contesto simbolico, estetico, tradizionale, esoterico, poetico, culturale: spendiamo anche il termine "spirituale", in un certo senso (per esempio in termini pagani).
 
Un esoterista oggi abbastanza noto in Italia, Claudio Marucchi, che ha avuto tra l'altro un'adolescenza metallara estrema, nel suo libro "Daimon" (su cui nel complesso non ho alcuna opinione precisa: non è importante, di un testo, pensare "sì" o "no", "bello" o "brutto", sono d'accordo o meno: la cosa importante è che il testo dia spunti alla libera riflessione individuale) racconta che, da bambino, per esprimere i momenti che tutti i bambini naturalmente hanno, di magia, stupefazione, rapimento estatico, meraviglia, sogno a occhi aperti, senso di infinito, "infatamento", non usava termini come "bellezza", "sublime", "trascendenza", "assoluto", etc (che del resto sono termini adulti) ma usava una sola, semplice parola: "macchia".
 
Ho trovato questo passo molto bello, poetico, esotericamente chiarificatore: dimostra come il vero misticismo, la vera "spiritualità", la vera poesia, la vera bellezza, la vera libertà non si hanno nella "purezza" "pulita", da chierichetti borghesi, da educande o educandi benpensanti, da "decenti" bravi ragazzi borghesi, "positivi", scissi, "buoni", colti, pudici e dalle buone maniere, dal "decoro" corretto, buonista, costruttivo, edificante e politically correct, ma si ha proprio nella "macchia": nel momento in cui per esempio le esigenze educative delle madri benpensanti che vorrebbero figli beneducati, controllati, ordinati, puliti, obbedienti, ben pettinati, dalla brava mentalità rosea edulcorata e igienica, viene sommersa e "sporcata" da un'onda amorale e libera di oscura/luminosa autoilluminazione/stupefazione cosmica.
 
Vengono in mente i versi di un grande poeta mistico Sufi:
 
Ho sporcato il mio tappeto di preghiera
Con il vino rosso sangue dell'amore
 
Più chiaro di così: la vera luce, la vera bellezza, la vera intensità, l'assoluto, la vera poesia, l'avventura, la verità, "Dio", se volete, emerge da un attimo di, intenzionale o meno, con-fusione anti-legalistica, anti-benpensante (anti-borghese, oggi), e non "pura": "macchia".
 
Così anche l'uso, frequente nel metal (e nel rock) del "diavolo", o di altri simboli esoterici oscuri, ha una fondamentale funzione emancipatorio-liberatorio-integrativa, specie (ma non solo) per i ragazzi, specie in una società (post)borghese e neobigotta, come la nostra.
 
Bestialità, immoralità, oscurità, potenza, brutalità, "cattiveria", "sporcizia", "macchia", ribellione, selvaticità, fierezza, istinto, virilità guerriera, "male", caos, notte, libertà, vero, emancipato, selvatico e libero Eros, libertinismo, libertà sessuale, immaginario orgiastico, "satanico" o horror-splatter: sono tutte parole (e temi)-chiave, sono "parole di potere" per l'autoiniziazione, l'integrazione, la resaldatura delle due metà della spada magica spezzata, l'autoemancipazione, l'autoliberazione dalle maschere e catene di fiction "rosea" e bigotta borghese e dalla dipendenza dal mondo rassicurante/opprimente della famiglia e della madre, specie (ma non solo) per i ragazzi.
 
Parole d'ordine, parole-chiave, "spell" liberatori, formule magiche segrete potentissime per la crescita: per diventare (o per essere) uomini.
 
E' un peccato che autori come Robert Bly o Claudio Risé non abbiano preso in considerazione e compreso tutto questo.
Forse, semplicemente non conoscono questo tipo di cultura "giovanile" (ormai da molto tempo non più soltanto giovanile).
 
STAY METAL!
 
P.S.1: Una nota più precisamente esoterica (o sciamanica, anche, volendo): il metal (o anche il punk e il buon rock) servono, tra l'altro, a "fare BANISHING", a fare un rituale di banishing, cioè una sorta di esorcismo: servono a liberare, svuotare la mente da tutti i "demoni" opprimenti, dal "rumore mentale" e dal "chiacchericcio cerebrale", servono a fare un rumore bestiale per cacciare i "diavoli" e gli "spiriti maligni": dubbi, influenze estranee, condizionamenti, giudizi, proiezioni dell'ambiente sociale, angoscia, catene, moralismi, bigottismi, autosabotaggi, inceppamenti, maschere, blocchi, merda e spazzatura psichica di ogni tipo, ragnatele familiari, fiction borghese, energia stantia, attutita, deformata, compressa, marcia, in decomposizione, oppressa, fantasmi dell'auto-limitazione, spettri della repressione, meticolosità frenanti, timidezza, paura, parassiti psichici di ogni tipo: veramente è il caso di chiamarli i "demoni del bene", secondo l'espressione di Alain de Benoist.
 
Nel caso di adolescenti e ragazzi, servono a urlare terribilmente per cacciare e possibilmente uccidere i "demoni del bene" delle dipendenze infantili-materno- familiari-borghesi-bigotte, arrivando a una maggiore libertà, serenità (e divertimento) e facendo piazza pulita per la crescita dei giovani uomini (come delle giovani donne).
 
A cui si aggiunga tutto ciò che di specifico esiste nel metal: epica, mito, magia, coraggio guerriero, poesia pagana, fierezza selvatica,
disciplina (libertaria), armonia, alto livello e precisione formali-musicali-estetiche, auto-iniziazione esoterica.
 
P.S.2: Spesso chi è infastidito, non solo non-interessato (non è che sia obbligatorio, ci mancherebbe) ma proprio infastidito (e magari "scandalizzato") da metal e altri generi musicali simili, specie se lo "scandalizzato" o infastidito è un adolescente o un giovane - è una persona che ha dei profondi problemi irrisolti interiori di "chierichettismo" marcio, stantio, che non ha mai affrontato a viso aperto i demoni e gli spettri (veramente "maligni", al contrario dei simboli "demonici" usati a scopi dissacratori-liberatori) della dipendenza benpensante familiare e dell'oppressione "pulita", "decente" e bigotta - insomma, è una persona autoamputata, che non si è mai emancipata - autorepressa, in sostanza castrata, che difficilmente diventerà mai un uomo.
 
Naturalmente può anche essere che una persona sia infastidita per una pura questione di gusto personale. Ma spesso, ho constatato che il motivo è del tipo accennato sopra.
 
P.S.3: Integrazione.
 
La brutalità, la schietta brutalità selvaggia e barbara, è necessaria, è parte di un'anima integra e integrata.
 
Chi a livello simbolico-estetico-psichico è (anche) brutale, selvaggio, barbaro, "sporco", volgare, demoniaco, un po' folle, feroce e "cattivo", chi ha integrato tutto ciò, solitamente sarà sostanzialmente una persona tranquilla, rilassata, serena, forte, equilibrata - o almeno più della media - e che non ha nessun bisogno (o ha meno bisogno) di avere c o m p o r t a m e n t i feroci, crudeli, gratuitamente aggressivi, intolleranti (va beh... a parte sulla musica), per esempio contro i capri espiatori e i discriminati di turno.
 
Non ne ha bisogno, perché sostanzialmente dentro di sé è integro, integrato, in pieno possesso della propria forza, del proprio istinto e della propria potenza (guerriera, erotica, selvatica, esistenziale, etc).
 
Non ha bisogno di capri espiatori (e perciò di crudeltà gratuita) perché non ha bisogno (o ha meno bisogno di altri) di "proiettare" le proprie "ombre" sugli altri, perché le riconosce in sé, anzi ci sguazza: le riconosce quasi come spiriti alleati, o comunque come parti profonde di sé, che conosce, frequenta, esprime creativamente, condivide con coetanei, e con cui si diverte (sicuramente infinitamente di più della media dei suoi coetanei).
 
La vera "cattiveria" (da "captivus", in latino: "prigioniero") di solito viene proprio dai repressi, alienati, scissi, bravi ragazzi "decenti", "regolari", "perbene" e magari fighetti, dai chierichetti ripuliti, con una bella facciata tutta "a posto" ma spesso e volentieri nascostamente - o anche indirettamente, obliquamente, alle spalle, perfidamente - sadici e crudeli appena possono; malati del complesso di Gesù Cristo o del bravo ragazzo e perciò molto più facilmente in cerca di capri espiatori su cui sfogare la propria frustazione rancorosa di repressi, e su cui addossare, proiettare tutte le proprie "ombre" (parti di sé spiacevoli, "cattive", scisse, rimosse, represse etc).
 
L'integrato, il selvaggio, il guerriero emancipato, feroce (che ha integrato la propria ferocia) e potente, brutale, schietto (brutalmente schietto), spontaneo e libero, al contrario di solito è sostanzialmente "di pasta buona" (come spesso sono i metallari, i punk, etc).
 
P.S.4: Anche le arti marziali, per fare un altro esempio, servono a tirare fuori le energie "alla Kala", da guerriero, ed emanciparsi.
Sono estremamente salutari.
 
"Fa molto più male una carezza subdola e perfida che un pugno in faccia.": per questo anche chi fa karate, savate, pugilato o thai-box di solito, di nuovo, è sostanzialmente di pasta buona: è più risolto, integrato, padrone di sé e della propria potenza ed efficacia guerriera, perciò generalmente piuttosto tranquillo e rilassato: non deve continuamente dimostrare qualcosa, perché sa di essere forte e si mette alla prova e in gioco una o più volte la settimana in palestra.
 
Nel metal, però, di diverso, in più, c'è tutto l'aspetto oscuro, "demoniaco", epico, mitologico, esoterico, ribelle, anti-legalistico, libertario e pagano-selvatico: insomma l'aspetto "cattivo, brutto, sporco e brutale" che è - specialmente nella nostra era di castrati e sterilizzate, di neutri unisex, di politically correct neobigotto, di demoni del bene e oppressione finto-permissiva consumista-edonista-televisiva - veramente insostituibile e salvifico.
 
 






 (Immagini: Robert Bly, Iron John - A book about men)





















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